BIG DATA E PREVENZIONE DELLA CRISI D’IMPRESA: SI PUO' FARE?

E da circa un anno che scriviamo sia dell’obbligo di dotarsi di un sistema di controllo imposto da nuovo Codice della prevenzione della crisi d’impresa, sia della questione dei c.d. “big data” nell’ambito della gestione aziendale. Può esistere un collegamento funzionale tra le due cose? Scopriamolo.

 

In merito agli indicatori della crisi (articolo 13 Dlgs 14/2019) è noto il potenziale problema dei “falsi positivi”, al punto che il legislatore ha previsto la possibilità che le imprese si dotino di un proprio sistema di indicatori che si discosti da quelli elaborati dal Cndcec ed approvati dal Mise, proprio perché l’impresa potrebbe trovarsi in condizioni tali per cui le “misurazioni standard” mal si adattano alla peculiare situazione aziendale.

 

A supportare il lavoro dell’organo di controllo, ma soprattutto del management, sarebbe auspicabile prevedere l’utilizzo di un sistema più evoluto rispetto al semplice set di indici di bilancio previsti dalla norma

ovvero un sistema che contempli l’analisi di una mole molto più ampia di dati aziendali (internal big data) che, come già riportato dalla letteratura scientifico-economica, possono risultare molto più adatti a misurare il reale “stato di salute” di una azienda.

In proposito appare utile segnalare come

 

ogni azienda sieda, spesso inconsapevolmente, su una vera e propria miniera d’oro rappresentata da dati che la caratterizzano e che nessun altro può avere. 

 

Per molti i “dati” e le “informazioni”, grazie a mezzi sempre più potenti che consentono di analizzarli, oggi rappresentano una risorsa formidabile che i grandi player cercano, non a caso, di accaparrarsi in modi talvolta poco leciti.
Allo stato attuale infatti i big data e gli strumenti che consentono di valorizzarli sono stati utilizzati per analisi avanzate in molti ambiti ma quasi mai in sede di revisione/controllo; a nostro avviso è arrivato il momento di rompere gli indugi e comprendere che i big data, opportunamente adattati, possono essere utilizzati efficacemente anche nel segmento delle PMI per individuare e gestire automaticamente una serie di indicatori di performance (KPI) necessari e sufficienti a monitorare l’andamento delle prestazioni di un’azienda e dei suoi processi.
Tali KPI unitamente ad una serie di altri indicatori previsti e/o non previsti dal summenzionato art. 13, consentono di costruire un “cruscotto aziendale di controllo” che, in quest’ottica avrà una doppia valenza: da un lato supporterà ancor più efficacemente le scelte imprenditoriali e dall’altro rappresenterà uno strumento in grado di restituire un sistema di indicatori attendibili e conformi alla norma. 

Quindi, operativamente cosa dovrebbe fare un imprenditore avveduto?  

La risposta è semplice e si può schematizzare per step:

  1. iniziare a prevedere un sistema basic di controllo di gestione. E già con questo primo passaggio l’amministratore avveduto (attenzione non il socio se queste figure non coincidono), ha messo al riparo il proprio patrimonio personale dalla azione di creditori eventualmente insoddisfatti; difatti la norma prevede che l’amministratore che non si sia dotato di un adeguato sistema di controllo e previsione della crisi, in caso di default risponda con il proprio patrimonio personale, a prescindere dalla forma giuridica adottata.

  2. Revisionare ed ottimizzare i processi aziendali, l’organizzazione aziendale, l’organigramma ed affrontare “il problema atavico che ogni impresa ha” ovvero: ognuno vuole continuare a svolgere le proprie mansioni come ha sempre fatto. È noto come ogni persona tende a mantenere un'omeostasi generale, per quanto disfunzionale possa essere, essa fornisce certezza e sicurezza, ma intrinsecamente ostacola il miglioramento.

  3. Implementare un sistema di controllo che integri dati economici, finanziari, di processo, di performance, previsti e/o non previsti dalla norma al fine di attivare il “cruscotto aziendale”. 

  4. Fare il “salto culturale” grazie a soluzioni informatiche, ovvero integrando ed automatizzando il cruscotto aziendale con i propri big (o small) data.


Per conoscere cosa possiamo fare per la tua impresa, non esitare a contattarmi senza impegno per inquadrare la situazione e proporre la soluzione più idonea e conveniente.


dott. Giuseppe Tribuzio

Promem Spa

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