Salterà il matrimonio tra la Riforma della crisi d’impresa e la finanza aziendale?

Il 15 novembre scade la delega al Governo per il varo dei decreti attuativi della Riforma Fallimentare detta anche Legge Rordorf. Sebbene si tratti di una riforma nata sotto l’egida del governo precedente è improbabile che si assista ad uno stravolgimento dell’assetto già definito anche perché il testo provvisorio del DLGS pubblicato a metà ottobre accoglie le raccomandazioni UE (n. 2017/135/UE) che prevedono che gli stati membri si attivino per prevenire le crisi aziendali mediante idonee procedure di allerta piuttosto che provare (invano) a risolverle. 
È quindi molto probabile che si assisterà ad una proroga che potrebbe dare il tempo agli imprenditori ed ai loro consulenti di familiarizzare con quella che a molti sembra una svolta epocale.

“Finalmente”, afferma il dott. Massimo Leone AD Promem SpA:

“dopo anni di promesse non mantenute di istituire efficaci e non invasive procedure di intervento in fase di pre-crisi o crisi reversibile, sembra che si stia andando sulla strada giusta. Evidentemente l’esperienza fallimentare dei concordati preventivi degli ultimi anni che hanno finito per arricchire solo consulenti e organismi delle procedure è servita di lezione e si comincia a dare il giusto peso alle attività di governance aziendali ed alle attività di programmazione, finanza e controllo” 
Per tutti quelli che si occupano di finanza aziendale per lo sviluppo o per il salvataggio delle imprese, l’aspetto più interessante della Riforma è proprio l’aver posto al centro la finanza aziendale come strumento di prevenzione della crisi, unitamente ad altri interventi importanti nell’ambito delle crisi dei gruppi d'impresa, degli accordi di ristrutturazione, gestione dei rapporti pendenti, l’estensione dell'applicabilità dell'istituto dell'esdebitazione e la semplificazione del sovraindebitamento.
Quindi a prescindere dal testo definitivo che spero non tardi ad essere emanato, questo schema di Decreto dopo le disposizioni generali, enuncia le PROCEDURE DI ALLERTA E DI COMPOSIZIONE ASSISTITA DELLA CRISI al Titolo II. A parere di tanti il punto qualificante della Riforma che ci vede schierati con le legislazioni più avanzate del mondo, è quello di basarsi sull’introduzione a pieno titolo della finanza aziendale tra i fondamentali strumenti di governance.

In che termini?

La Riforma prevede che siano gli organismi di controllo interni (revisori e sindaci) e poi a creditori pubblici qualificati (Inps, Ex-Equitalia, etc) a dover monitorare la salute della società attraverso specifici indici finanziari (cfr. art. 13 indicatori della crisi). Ed al fine di rendere più pervasivo lo strumento, prevede anche un notevole ampliamento della platea a cui si rivolge, modificando le soglie dimensionali delle Srl che dovranno dotarsi obbligatoriamente di un sindaco monocratico nel caso in cui superino uno solo dei seguenti parametri: Ricavi oltre i 2mln, o Attivo dello stato patrimoniale oltre i 2mln o un numero di dipendenti superiore a 10 per due esercizi consecutivi.

A grandi linee e basandoci sull’attuale schema normativo, in presenza di squilibri rilevanti spetterà agli organismi di controllo interni, in concerto con l’imprenditore, trasmettere il relativo panel di indicatori finanziari ad un Organismo di composizione delle crisi (OCRI). Istituiti su base provinciale con tre membri designati dal Tribunale fallimentare, dalla CCIAA e dalle associazioni imprenditoriali, entro 6 mesi sentiranno le parti cercando di comporre la situazione. 

Ma le complessità che un’impresa deve affrontare sono differenti in ogni settore, o in base al proprio dimensionamento o al contesto in cui agiscono; difatti lo schema normativo prescrive che gli indicatori finanziari terranno conto di una moltitudine complessa di parametri e saranno revisionati ogni 3 anni. Proprio perché le situazioni sono mutevoli e dipendono sempre dal contesto, l’importante è prevedere la crisi prima che deflagri non solo per evitare che insorgano ostacoli insormontabili ma anche per evitare che “il contagio” si propaghi mettendo in difficoltà altri imprenditori spesso più piccoli e meno solidi.

Ed effettivamente in Promem quotidianamente implementiamo e gestiamo sistemi di monitoraggio e previsione dei flussi di cassa, sistemi di controllo di gestione, ottimizziamo i rapporti banca/impresa, ovvero, mettiamo in campo le tecniche di miglioramento delle performance aziendali per aiutare l’imprenditore a meglio governare la sua azienda.

Dott. Giuseppe Tribuzio 
Business Developer Promem SpA

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