Hai un collaboratore valido? Come e perché tenerselo stretto

Nella maggior parte delle PMI il personale rappresenta una voce importante del costo che per molti aspetti appare difficilmente comprimibile. Allo stesso tempo il personale costituisce una leva fondamentale del vantaggio competitivo aziendale: senza collaboratori soddisfatti e motivati non è infatti possibile migliorare e raggiungere traguardi ambiziosi. 


Per questa ragione un numero sempre maggior anche di piccole imprese manifesta l’esigenza di strutturare un sistema di incentivi alla produttività del personale, minimizzando - se possibile - i relativi costi, sia quelli a carico sia della azienda che quelli a carico del dipendente. 


Purtroppo, anche in questo campo, si registrano fenomeni elusivi da parte di alcuni che, per “premiare” un dipendente meritevole (o con un inquadramento inferiore) e pagare meno tasse sul premio in denaro, riconoscono ad esempio trasferte fittizie. Ma oltre ad essere un comportamento sanzionabile, non persegue l’obiettivo aziendale di stimolare ed aumentare la produttività ed al contempo legare a sé la risorsa motivandola e gratificandola.


Gli amministratori/manager delle aziende più avvedute sanno che la valutazione one to one di un premio ad uno o più dipendenti in assenza di un adeguato schema regolamentare, preferibilmente condiviso tra tutte le unità lavorative oppure con una rappresentanza delle stesse, può creare effetti distorsivi anche degli equilibri talvolta fragili che sussistono nell’organizzazione. 

Occorre pertanto predisporre un sistema strutturato ed organico di riconoscimento di premi che risulti: 

  1. realmente incentivante;

  2. meritocratico;

  3. oggettivo;

  4. condiviso;

  5. parametrico sia sotto il profilo quantitativo che qualitativo.


Negli ultimi anni sono state introdotte nel nostro ordinamento una serie di agevolazioni al riconoscimento di premi di risultato/produttività basate sostanzialmente sulla decontribuzione e detassazione degli stessi. 


L’articolo 1, comma 182 della legge 208/2015 prevede infatti la tassazione al 10% dei premi di risultato entro il limite di 3 keu (elevabile a 4 keu in caso di coinvolgimento paritetico dei lavoratori) purché essi siano riconosciuti a fronte di un oggettivo e misurato incremento di parametri che attengono alla (1) produttività, (2) redditività, (3) qualità, (4) efficienza e (5) innovazione. 


Successive circolari esplicative diramate dalla Agenzia delle Entrate hanno precisato che per avvalersi di tale agevolazione occorre che nell’arco di un periodo congruo definito nell’accordo (anche infrannuale), sia realizzato l’incremento di almeno uno dei predetti 5 obiettivi normativi e che tale incremento sia verificabile attraverso parametri oggettivi definiti dalla contrattazione collettiva. 


Di seguito riporto una tabella contenuta nel decreto del Ministero dello Sviluppo Economico del 2016 che prevede un elenco (ampliabile) di una serie di indicatori.

Ai fini del riconoscimento del premio dalla lettura della tabella emerge la necessità che gli obiettivi da misurare siano definiti con la massima chiarezza, così come non basta raggiungere un determinato obiettivo, ma esso deve risultare migliore rispetto a quanto riscontrato nel periodo precedente.  

 

Es. una società decide di utilizzare l’Ebit (risultato ante oneri finanziari) come parametro stabilendo un obiettivo target. Se l’azienda raggiunge il valore dell’Ebit proposto, ma esso risulta numericamente inferiore rispetto a quello dell’anno i premi eventualmente corrisposti ai dipendenti non potranno beneficiare della ridotta tassazione; se invece il valore di Ebit prefissato dal contratto non solo è raggiunto ma risulta anche migliorativo rispetto ai valori registrati nell’anno precedente, l’impresa potrà riconoscere premi con la tassazione ridotta al 10%.

La Promem ha strutturato diversi sistemi di incentivi alla produttività del personale, pertanto l’argomento sarà ulteriormente approfondito nel prossimo articolo in pubblicazione nel quale sarà fatta una comparazione tra il premio in denaro ed il così detto welfare aziendale, ovvero cosa conviene di più? A Presto.

Dott. Massimo Leone 
AD Promem Spa


Per appuntamento 080 521 3811 

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